Bottiglie, buste, giocattoli, stoviglie … la plastica è ormai il materiale “per eccellenza” più utilizzato.  Negli ultimi anni l’impiego squilibrato della plastica e la mancata attenzione per la raccolta differenziata hanno provocato l’accumulo di questo materiale su spiagge e mari di tutto il mondo.

Nel Pacifico, tra la California e le Hawaii, si è accumulata un isola interamente composta da 79 000 tonnellate di rifiuti plastici: la Great Pacific Garbage Patch. Tutta questa plastica presente nel mare provoca danni non soltanto all’ uomo, ma anche e soprattutto alle specie animali marine che la ingeriscono, con gravissime conseguenze sulla loro salute.

Non a caso il numero di animali morti è molto aumentato nel corso degli ultimi anni. Esistono alcune associazioni che difendono queste creature e salvaguardano il mare. Tra queste vi sono associazioni quale Legambiente e Sea Shepherd, un’organizzazione internazionale che lotta sia per salvaguardare il mare, sia anche per combattere chi uccide e vende abusivamente i pesci. Questa organizzazione ha tenuto una conferenza alla presenza di alcune classi del Liceo Pitagora – B. Croce di Torre Annunziata, con la Guarda Costiera. Nel corso dell’incontro sono state mostrate le varie attività e campagne che sono o saranno presto realizzate nei nostri mari.

Come si è potuto comprendere dall’incontro la situazione è gravissima e continuerà a peggiorare. Secondo alcuni dati riportati dall’UNEP, ogni anno più di 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani; il loro peso, secondo alcune stime, diventerà presto superiore di quella di tutti i pesci del mare.

L’ESA ha promosso il programma  Remote Sensing for Marine Litter, capace di monitorare il flusso delle plastiche nel mare; tutto questo per cercare di tracciarle ed estrarle dal mare. Nonostante le numerose attività già avviate, il problema resta aperto e potrà essere risolto solo grazie alla cura delle persone nell’utilizzo moderato della plastica e nel suo corretto smaltimento.

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