Lo spazio ha sempre affascinato le menti degli uomini, ha sempre ispirato tantissimi pensatori. Dalla seconda metà del secolo scorso, l’uomo stesso ha cercato di esplorarlo e comprenderlo. Con l’avvento di nuove e sofisticate tecnologie è iniziato il fenomeno conosciuto con il nome di “corsa allo spazio”: tutte le potenze mondiali hanno investito miliardi di dollari per spingersi sempre più lontano, a cominciare dall’URSS, che nel 1957 mandò in orbita lo Sputnik, una sonda con nessun essere vivente a bordo. Bisognerà aspettare però il 20 luglio 1969 per vedere per la prima volta un uomo sulla luna: l’uomo in questione era il noto astronauta Neil Armstrong. Da allora gli uomini ne hanno fatta di strada nello spazio, ma in confronto alla vastità del cosmo questi passi sembrano insignificanti.

E’ comunque doveroso ricordare un famoso progetto dell’Unione Sovietica, il Mir, una delle più grandi stazioni spaziali mai costruite. Il Mir fu lanciato in orbita nel 1986, e a causa di malfunzionamenti precipitò nuovamente nell’atmosfera terrestre nel 2001. La Cina dal canto suo per imporsi ancor più come potenza mondiale decise nei primi anni duemila di copiare il modello russo-sovietico, e ideò così il progetto Tiangong.

Tiangong doveva eguagliare il Mir sovietico per fama e per efficacia. così nel 2011 il primo pezzo di questa imponente stazione fu lanciato in orbita e prese il nome di Tiangong-1. Sfortunatamente nel marzo del 2016, l’agenzia spaziale cinese comunicò la fine dei collegamenti con il pezzo della stazione a causa di alcuni problemi tecnici. Da allora Tiangong-1 ha cominciato a ruzzolare per lo spazio dirigendosi verso la terra a velocità elevata. La caduta del “palazzo del cielo”(è questa la traduzione italiana dal cinese “Tiangong”), è infine avvenuta  il 2 aprile 2018 alle 2:16 (orario italiano), nell’oceano Pacifico, precisamente tra le isole Cook e Tahiti.

La caduta della struttura ha destato non poco timore, in quanto si è temuto che, con un improvviso cambio di rotta, Tiangong avrebbe potuto colpire le più grandi megalopoli della zona del Pacifico oppure cadere in Europa, con un certo margine di possibilità per il Centro-Sud dell’Italia e le isole.

Rappresentavano un problema anche i detriti che il mezzo spaziale avrebbe potuto rilasciare nella sua caduta, con un “effetto coriandoli” che avrebbe potuto danneggiare città e persone. Fortunatamente, la caduta e i suoi successivi detriti non hanno prodotto nessuno dei danni temuti.

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