l'altra faccia di scampiaPiccole oasi di bellezza in mezzo allo squallore dei palazzi tristi e sgangherati. Murales di protesta arcobaleno dipinti negli angoli grigi delle strade. Ex piazze di spaccio ora giardini fioriti. Campetti di calcio, piccoli orti didattici, il secondo stadio più grande di Napoli. Il tutto nel quartiere più povero e malfamato della provincia campana. Ecco l’altra faccia di Scampia, fatta di lotta estenuante, colpo su colpo, un muro dipinto per ogni morto ammazzato, una giostra per ogni bambino privato dell’infanzia. Una faccia che i media non raccontano, che bisognerebbe portare sui giornali e le televisioni e far conoscere al mondo. È il pensiero di Rosario Esposito La Rossa, un giovane di Scampia che per il suo quartiere ha dato tutto quello che ha. Anche un cugino, Antonio Landieri, vittima innocente di camorra dal cui assassinio è nata la sua lotta. «La realtà di Gomorra esisteva, ma dieci anni fa. Oggi non è più così, bisognerebbe raccontare questo». Le cose belle, quelle che stanno, pian piano, risollevando il quartiere. Come la  “Scugnizzeria”, la libreria di La Rossa, la prima libreria di Scampia. Nonostante l’iniziale perplessità di molti, il progetto è andato avanti a gonfie vele: ad oggi, la Scugnizzeria non è solo una libreria, ma un centro di aggregazione per i giovani, le ragazze madri e addirittura per gli ex detenuti che vogliono cambiare strada. “Aggregazione, formazione, produttività”: è lo slogan che ha dato vita a progetti come lo spaccio dei libri, laboratori teatrali, il tg delle belle notizie e l’ospedale dei libri, dove i libri destinati al macero vengono portati a nuova vita.

In pochi anni, insomma, Scampia è cambiata completamente. Principalmente grazie al presidio della polizia che, invece di concentrarsi sui grandi blitz, ha presidiato, giorno per giorno, le aree destinate allo spaccio. Ad oggi, se 19 delle 21 piazze di spaccio hanno finito per chiudere i battenti, è merito dei commissari. La Rossa ne fa anche i nomi, tra cui Cristiano Tatarelli, oggi Vicario del Questore di Latina. E poi grazie all’impegno delle associazioni, tra cui Vo.di.Sca. (Voci di Scampia), nata proprio in memoria di Antonio Landieri, e dei singoli cittadini che sono stanchi di quella realtà e sognano di dare ai propri figli l’infanzia che è stata loro negata. Certo, ancora si è lontani dall’estirpare completamente la malavita dal quartiere. Ma l’impegno c’è. E merita di essere raccontato.

Caterina de Martino IV A classico

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