In questa settimana autogestita abbiamo svolto nelle prime due ore di lezione un progetto scuola-lavoro che si propone di avviare la formazione dei giovani all’interno dell’ambito lavorativo. La dottoressa Lionelli, rappresentante della associazione “Slow Food Vesuvio” ci ha spiegato in classe come riconoscere un cibo di qualità e come valutarlo. La dottoressa ha utilizzato un metodo aziendale- dividendoci in gruppi-, per insegnarci come si lavora in un’azienda, cioè attraverso la collaborazione.

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Ci ha dato, inoltre, la possibilità di comprendere le varie sigle che troviamo nei prodotti di qualità, come ad esempio: DOC, DOP, IGP, IGT, STG. Quelle più comuni che troviamo in tutti i cibi di alta qualità sono DOP e DOC; la differenza tra i due marchi sta nel fatto che DOP è usato per i prodotti di qualità le cui caratteristiche dipendono dal luogo di origine, mentre DOC viene usato per identificare i vini di qualità. Noi ragazzi siamo stati protagonisti di una riflessione su un menù young, formulando un decalogo, cioè un insieme di dieci regole che un menù young dovrebbe seguire:

-Possibilità di scegliere tra vari ingredienti e creare il piatto a proprio piacimento;

-Presenza della password del Wi-Fi;

-Buon rapporto qualità/prezzo;

-Grande assortimento di prodotti tra cui bibite, birre e vini;

-Presenza di antipasti stuzzicanti e appetitosi;

-La carta menù deve essere dettagliata e di facile comprensione;

-E’ necessario che siano scritti tutti i prezzi e le spese aggiuntive come il coperto;

.E’ necessario utilizzare una terminologia semplice;

-Utilizzare prodotti di qualità per  celiaci e vegani;

-Mettere in evidenza i piatti più importanti.

Questo progetto, nonostante l’impegno della dottoressa, a mio parere non mi ha dato modo di acquisire ancora le conoscenze necessarie per poter valutare il “buon cibo”. Per questo sono dell’idea che bisognerebbe continuare su questa strada, approfondendo i vari aspetti e le caratteristiche del cibo sano, buono, pulito e giusto, magari unendo lo studio teorico alla pratica, in modo da approfondire, in maniera più ampia, le nostre conoscenze sull’argomento.

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