“Anche uno scarto può fiorire”. Questo è il motto di Casa Rut, una casa di accoglienza per le donne migranti. Casa Rut si occupa, infatti, di accogliere queste donne, costrette alla prostituzione, e a ridargli una dignità. Suor Rita Giaretta, fondatrice di Casa Rut, durante il nostro incontro ci ha spiegato di cosa si occupa Casa Rut. Lei, insieme alle altre suore Orsoline, ‘trasformano’ le donne migranti facendole tornare ad essere persone attraverso il lavoro, perchè solo col lavoro si ci può sentire liberi e non con la beneficenza e la carità.Casa Rut è stata fondata nel 1995 da suor Rita Giaretta che aveva la missione di fare qualcosa per migliorare il territorio casertano. Girando per la città insieme alle altre suore Orsoline, si accorse di quante donne migranti si trovassero costrette a prostituirsi. Da qui l’idea di fondare Casa Rut per aiutarle a integrarsi nella nostra società attraverso il lavoro.

Il LAVORO RENDE LIBERI

Alcune suore di Casa Rut

Il lavoro è sempre stato la colonna portante di Casa Rut; infatti è stato aperto un laboratorio di tessitura dove le donne possono produrre oggetti che saranno poi rivenduti in un punto vendita al centro di Caserta. Lavorare per queste donne è fondamentale per recuperare dignità e inserirsi nella società. Il lavoro le rende libere da qualsiasi legame con persone che concedono  favori che poi privano della  libertà e della dignità e sono uno tra i pericoli maggiori della nostra società. Non si devono sentire scarto, ma donne con gli stessi diritte delle altre. Devono, quindi, seguire i loro sogni senza paura, perchè i limiti, come le paure, sono spesso solo un’ illusione.

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