Martedì 5 dicembre 2017 alcuni ragazzi del liceo Pitagora – B.Croce hanno assistito ad uno spettacolo teatrale sulle dipendenze, tenutosi presso il Teatro Mediterraneo a Napoli.

Lo spettacolo è stato realizzato da alcuni ragazzi della comunità di San Patrignano; quest’ultima si impegna, tramite un percorso educativo, a rieducare e reinserire nella società i ragazzi vittime di dipendenze. Durante la loro permanenza in comunità, i ragazzi hanno la possibilità di riprendere il loro percorso di studi, di recuperare il loro rapporto con la famiglia e hanno anche l’opportunità di imparare un mestiere e inserirsi in un contesto lavorativo. Il percorso dura, in genere, dai quattro ai cinque anni.

Lo spettacolo ha visto come protagonisti due dei ragazzi appartenenti alla comunità e Melita che, terminato il suo percorso a San Patrignano, ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia in prima persona.

La rappresentazione, come già detto, era un racconto autobiografico. Melita, la protagonista, a causa di una difficile situazione familiare, è sempre stata una ragazzina ribelle. A dodici anni ha fumato la sua prima canna e da lì in poi ha trascorso un’ adolescenza all’insegna della droga e dell’alcool. Quando ormai la sua vita si apprestava a finire, ha vissuto un’esperienza che ha dato una svolta al suo stile di vita precedente. È entrata in comunità e il suo percorso è durato 4 anni; è uscita circa cinque anni fa e attualmente è sposata e ha un figlio di 10 mesi. La conclusione dello spettacolo è stata inaspettata in quanto solo alla fine si scopre che l’attrice protagonista e Melita sono la stessa persona. Fino ad allora Melita appariva come un personaggio puramente inventato.

È stato uno spettacolo molto intenso e toccante che ha tenuto gli spettatori con il fiato sospeso per tutta la durata della rappresentazione. La scenografia era minimale, così come i costumi, ma il tutto era reso affascinante dalla bravura degli attori.

Nel 2017 fare uso di droghe, anche leggere, è all’ordine del giorno, anche solo per provare lo “sballo” del momento. Questo spettacolo ha fatto riflettere molto;  Il messaggio è arrivato forte e chiaro: chiedere aiuto è la cosa più difficile da fare, ma può salvare la vita.

Martina Matarese e Angelo Sorrentino 3A class.

 

 

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