DestraNel Medioevo si credeva che l’uomo avesse davanti a sé due strade: una a sinistra e una a destra. La prima era identificata come la via del peccato e della dannazione; la seconda, invece, come la via della salvezza e della beatitudine. Dunque la sinistra rappresentava il male e la destra il bene. Nel corso dei secoli però, questa interpretazione religiosa ha assunto un significato opposto in ambito politico. Oggi, infatti, la sinistra rappresenta posizioni politiche egualitariste e progressiste, mentre la destra ideologie conservatrici o reazionarie. Fu la Rivoluzione francese a introdurre la distinzione tra quelli che sono diventati i due punti di riferimento convenzionali dei sistemi politici contemporanei: destra e sinistra. Nel maggio 1789, riunitisi gli Stati Generali, i membri del Terzo stato si divisero nell’emiciclo: i conservatori si accomodarono a destra, i radicali e i rivoluzionari a sinistra. Un noto esempio di estrema sinistra è il comunismo, mentre uno di estrema destra è il fascismo. Molti eventi politici che sono avvenuti nell’ultimo periodo, non solo italiani, ma anche europei e mondiali, sono la prova che, purtroppo, il mondo è sempre più  “orientato verso destra”.

Le elezioni regionali in Sicilia

Recentemente si sono tenute le elezioni regionali in Sicilia. Nello Musumeci, il rappresentante del centrodestra, capeggiato da Silvio Berlusconi, con una percentuale 39,8%, si è posizionato davanti al rappresentante del Movimento 5 Stelle, Giancarlo Cancelleri, che ha ricevuto il 34,7% dei voti. Resta indietro il centrosinistra, il cui rappresentante, Fabrizio Micari, ha ottenuto solo il 18,7% dei voti. I siciliani, quindi, hanno ritenuto che il centrodestra meritasse di ritornare a gestire la regione, nonostante i risultati fallimentari ottenuti dal partito durante il periodo ininterrotto di governo che va dal 1996 al 2010, sia dal punto di vista economico (i precari, le maxi assunzioni), sia della legalità (due governatori finiti sotto inchiesta per mafia). Le elezioni in Sicilia sono state caratterizzate anche da un astensionismo da record, indice della sfiducia e del disinteresse dei cittadini.

“Questo è un risultato di rilevanza nazionale: il centrodestra si ricompone e apre la strada a un appuntamento politico importante che nella prossima primavera dovrà dare all’Italia un governo degno di questo nome”. Così il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci ha commentato il risultato delle elezioni nella sede del suo comitato a Catania, sottolineando che “nel Laboratorio Sicilia questo esperimento è felicemente riuscito”. E in effetti c’era molta attesa per le elezioni regionali siciliane, l’ultimo importante evento elettorale prima delle politiche del prossimo anno. Un’attesa elevata non solo per il risultato, ma per le indicazioni politiche che avrebbero potuto essere tratte in prospettiva nazionale, in termini di posizionamento politico, di alleanze e, soprattutto, di conseguenze sulle opinioni degli elettori.

Per il rilancio di una Sicilia in crisi, con il 22% di disoccupazione e l’indice di competitività tra i più bassi tra le regioni d’Europa, Musumeci considera fondamentale privilegiare l’impresa che secondo lui è “l’unica fonte vera di reddito”. Inoltre Berlusconi ha presentato il piano Marshall per il rilancio della Sicilia. Esso prevede: uno stanziamento di 2 miliardi di euro per le infrastrutture; l’abolizione del bollo auto; la costruzione di un casinò a Taormina e del ponte sullo stretto.

Elezioni a Ostia

Più scalpore hanno, però, destato le elezioni a Ostia, soprattutto a causa del fatto che un giornalista della Rai, Daniele Piervincenzi, è stato aggredito da Roberto Spada, membro di una famiglia che annovera alcuni esponenti condannati per mafia, con una testata che gli ha addirittura fratturato il setto nasale. Ma non solo: ciò che ha stupito maggiormente è stato il fatto che Luca Marsella, il rappresentante di Casapound, un gruppo di matrice neofascista, abbia ottenuto il 9,08% dei voti, consentendo così a due o tre dei suoi esponenti di entrare a far parte del consiglio comunale. Inoltre anche qui si è presentata una situazione simile a quella siciliana: i primi due classificati sono stati i candidati del Movimento 5 Stelle e del centrodestra. Quest’ultimo, tuttavia, si è posizionato al secondo posto. Anche se i giochi non sono ancora finiti: infatti domenica 19 novembre si terrà il ballottaggio decisivo tra la candidata pentastellata Giuliana di Pillo e quella del centrodestra, Monica Picca. Anche in questo caso il centrosinistra ha  ricevuto una pesante sconfitta, mentre il vero vincitore è stato l’astensionismo: addirittura due cittadini su tre hanno deciso di non votare.

Atti di intolleranza

Questa tendenza ad appoggiare la destra, a volte è sfociata anche in atti di profonda intolleranza, il più grave dei quali si è verificato lo scorso 24 agosto, quando un gruppo di rifugiati a Roma è stato sgombrato dalle forze dell’ordine con l’uso di idranti. L’organizzazione Medici senza frontiere ha denunciato l’accaduto, nel quale sono stati coinvolti tredici feriti, attraverso questo tweet: “Sono rifugiati. Le persone vanno trattate con dignità, non con gli idranti. Basta sgomberi senza nessuna alternativa!”. Anche il ministro degli interni, Marco Minniti, appartenente al PD, partito di centrosinistra, ha mostrato il suo disappunto, affermando con forza: “Prima si trovano gli alloggi e poi si interviene”.

La Brexit prosegue

Ma, come detto in precedenza, gli avvenimenti che mettono in evidenza questo clima di chiusura non sono riscontrabili solo in Italia. Basti pensare a quello che sta avvenendo in questo momento nell’Unione Europea, che sta portando avanti i negoziati con il Regno Unito per la Brexit. Pochi giorni fa il primo ministro britannico, Theresa May, ne ha annunciato l’ora e la data, ovvero il giorno in cui la Gran Bretagna uscirà dall’Unione europea. Sarà venerdì 29 marzo 2019, alle ore 23, quando a Bruxelles sarà mezzanotte. Lo ha fatto scrivere nero su bianco in un emendamento alla Withdrawal Bill, la legge che dovrebbe dare le linee guida del divorzio dalla Ue. “Non tollereremo alcun tentativo di bloccare la nostra uscita dall’Unione”, spiega la leader conservatrice in un editoriale pubblicato dal Telegraph intitolato “Avrete la miglior Brexit possibile” dove insiste: “Brexit is happening”, la Brexit sta accadendo. Il messaggio è chiaro: la Brexit va avanti, a dispetto di chi vorrebbe abolire la legge sul divorzio dell’Europa.

L’America di Trump

Ma probabilmente il fatto più evidente che mostra come il mondo stia andando verso destra sia stata l’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America. Oltre alle sue dichiarazioni poco felici su donne, immigrazione, musulmani, si è contraddistinto per un programma politico estremamente conservatore e reazionario. In campo economico, egli appoggia idee protezionistiche. Per quanto riguarda l’ambiente, non sembra averne molto a cuore la tutela: infatti ha deciso di puntare sui combustibili fossili per potenziare e migliorare le industrie. In merito alla politica estera egli ha affermato di voler distruggere lo stato islamico. Per quanto riguarda la politica interna, ha difeso l’emendamento che permette ai cittadini americani di possedere delle armi, ed inoltre si è schierato apertamente contro l’aborto e i matrimoni omosessuali. Ma la parte più controversa della politica di Trump è quella relativa all’immigrazione: ha proposto di imporre alcune restrizioni per l’immigrazione negli Usa, di abolire lo ius soli, che garantisce il diritto di cittadinanza per nascita, e di erigere un enorme muro al confine con il Messico.

In conclusione…

Proprio dai  muri possono prendere le mosse alcune riflessioni. Recentemente il noto divulgatore Alberto Angela, in un intervento televisivo, ha dichiarato che i muri dividono, ma possono anche proteggere. A questo punto è necessario chiedersi: abbiamo davvero bisogno di tutti questi muri? Abbiamo davvero bisogno di tutte queste protezioni? E’ possibile che i “muri”, ideali o reali che siano, costituiscano solo un pretesto di cui si servono persone senza scrupoli per sfruttare le paure delle persone? Siamo davvero sicuri che il problema sia rappresentato da personaggi come Kim Jong Un o Erdogan, e non da ogni cittadino italiano che appoggia Casapound, o da ogni cittadino americano che ha votato Donald Trump? E’ necessario non farsi vincere dalle paure che alcune persone cercano di trasmettere per raggiungere i propri scopi.

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