“La danza è il mio mondo. Essa è una poesia in cui ogni parola è un movimento. Nel momento in cui respiri l’aria della sala da ballo e ancor di più del palcoscenico,capisci di non poterne più fare a meno. Ne hai bisogno come l’aria e più dell’aria. Le emozioni che si provano e si vivono su quelle tavole impolverate sono uniche e irripetibili. Non esiste nulla di più bello e potente!”

Sono queste le parole rilasciate in una recente intervista dal danzatore emergente Gioacchino Starace, classe 1994,  nato a Pianura, un quartiere periferico di Napoli. Un ragazzo alto e dal fisico muscoloso,diplomato all’istituto per il turismo, Gioacchino coltiva la sua passione per la danza fin dalle scuole elementari, quando aveva una maestra la cui figlia era proprietaria di una scuola di danza privata. Accortasi del talento del bambino, la maestra cerca di convincerlo a fare una lezione di prova. Sebbene avesse capito che quello della danza era il suo mondo, Gioacchino non riceve, all’inizio, la spinta giusta per intraprendere gli studi di danza. Poi un suo compagno di scuola si iscrisse alla scuola privata e così ebbe il coraggio di farlo anche lui. Per Gioacchino all’inizio non era importante diventare  un ballerino professionista, l’importante era danzare. Ma per lui il destino aveva in serbo molte sorprese. Inizialmente ha studiato solo danza moderna e contemporanea e mai avrebbe pensato di diventare un ballerino classico, visto che considerava la danza classica troppo schematica e quasi costrittiva. Non avrebbe potuto esprimere la sua gioia ballando il repertorio. Ma il tempo e l’esperienza cambiano i pensieri. Infatti a 16 anni inizia a studiare danza classica con entusiasmo. Dopo qualche anno venne , in qualità di esaminatore, presso la scuola privata napoletana il ballerino Ugo Ranieri che , rendendosi conto del talento del ragazzo e ritenendolo particolarmente predisposto per la danza classica, propose di farlo studiare presso la scuola di ballo del “San Carlo”. Gioacchino iniziò un nuovo percorso, all’inizio faticoso in quanto l ‘ avvicinarsi alla danza classica in età “avanzata” rispetto a quella stabilita, prevede di recuperare il tempo e gli anni di esercizi perduti. Lo ha aiutato la grande forza di volontà e la consapevolezza di essere più indietro rispetto agli altri e perciò di dover lavorare di più sulle sue lacune con dedizione e profonda umiltà. Nel 2011 decide di partecipare al Festival della danza di Spoleto con una coreografia moderna. Vince la gara e attira l’attenzione di due membri della commissione: il Direttore della Scuola di Ballo di Stoccarda e la Direttrice della Scuola di Ballo di Roma e gli vengono offerte due borse di studio. Gioacchino decide di accettare quella di Roma che gli ha permesso di coltivare la sua passione per la danza senza chiedere nulla ai genitori e diplomarsi nel 2015.

Dopo essersi diplomato, il ballerino inizia, purtroppo senza successo, le prime audizioni a Dresda, Zurigo e Losanna. Sebbene deluso e con qualche timore, approda a Milano alla Scala. Qui, come è stato affermato dal danzatore, chiese di fare un’audizione privata che superò brillantemente. Toccò “il cielo con un dito”, quando gli fu comunicato che da lì a un mese avrebbe iniziato a lavorare nel teatro. Così da due anni la sua vita a Milano è totalmente cambiata, una vita faticosa ma piena di soddisfazioni. Ha avuto , così, la possibilità,anche se giovanissimo, di collaborare con coreografi e ballerini di fama mondiale. Tra questi ricordiamo soprattutto Roberto Bolle che , in passato, lo invitò a danzare nel suo spettacolo “Cenone in D Maggiore” di Jiri Bubenicek. E proprio al fianco di Roberto Bolle che Gioacchino danzerà nello spettacolo del coreografo internazionale, innovatore e sostenitore  del genere del balletto drammatico, John Neumeier. ” Le Dame au camélias” è lo spettacolo che apre la stagione 2018 del Teatro milanese. Esso è tratto dal romanzo di Alexandre Dumas (figlio). musicato con le note struggenti di Chopin. Gioacchino interpreterà il ruolo di Gaston, amico fedele di Armand, cioè Roberto Bolle.

La storia di Gioacchino  Starace dimostra come sia possibile realizzare un sogno senza molte aspettative, ma soprattutto  come sia importante la danza. Come ha egli affermato, la danza gli ha dato la possibilità di provare emozioni che mai avrebbe potuto provare. Grazie ad essa ha conosciuto maggiormente se stesso, è cresciuto e si è scoperto con la sua forza, determinazione e fragilità e ha avuto la possibilità di esprimersi in libertà. Gioacchino è un ragazzo che vive giorno per giorno, pieno di sogni per il futuro e che mette, soprattutto, l’anima nella sua danza. E alla domanda:”Come ti vedi tra 20 anni?”, lui risponde:” Forse ballerò o forse no. Non posso sapere cosa accadrà nella mia vita. Di certo  vorrei  sentirmi felice e non avere rimpianti”.

 

Emma Forte V Ds.

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