Giovedì 14 dicembre al teatro Politeama di Torre Annunziata si è esibito in concerto Aniello Misto con il suo spettacolo “Cu ‘a mano ‘e Dio”. Il maestro, il Masaniello, nome che gli viene attribuito grazie al successo ottenuto dal suo brano omonimo, ha offerto al pubblico di Torre Annunziata un bellissimo spettacolo musicale intervallato da alcuni momenti di riflessione. Il concerto, infatti, ha avuto inizio con la proiezione di un video realizzato dai ragazzi del Liceo statale “Pitagora – B. Croce” relativo al progetto di solidarietà “Un ponte per l’isola di Idjwi” che ha permesso ad alcuni studenti della scuola di visitare una parte del Congo, in particolare la città di Bukavu, e di inviare del latte in polvere necessario ai bambini. Tuttavia nel filmato, oltre ai paesaggi verdeggianti e floridi del Congo, erano evidenti anche i problemi attuali che attanagliano lo stato centrafricano, il quale vive un grave momento di crisi a causa dalla guerra civile scoppiata dopo la caduta del dittatore Kabila. Alla fine della proiezione del video si sono esibiti i ragazzi del Liceo che hanno scelto l’indirizzo musicale proponendo alcuni brani di musica classica e anche un medley di canzoni natalizie. Dopo quest’introduzione musicale è salito sul palco il maestro Misto accompagnato dalla sua band che con il suo solito carisma ha rallegrato il pubblico, mostrando le sue grandi doti di show-man e di intrattenitore. Si sono alternati brani di musica leggera italiana a canzoni classiche napoletane che sono state interpretate dal maestro e dalla sua band in maniera egregia. Un plauso va anche ai numerosi artisti ospiti che si sono succeduti sul palco. Al momento della premiazione finale a opera del dirigente scolastico del Liceo, prof. Benito Capossela, e del sindaco oplontino, Vincenzo Ascione, il maestro Misto ha fatto fatica a trattenere lacrime di commozione. È stata un’altra bella iniziativa promossa dal Liceo “Pitagora – B. Croce”, grazie alla quale è stato possibile assistere a una grande performance musicale di Aniello Misto, ma anche riflettere sulla grave situazione in cui versa la popolazione congolese.

Facebooktwittergoogle_plus