cuccioliSi conclude in lieto fine la lunga ed estenuante odissea dei cuccioli di cane provenienti dall’Ungheria, che lo scorso 25 ottobre sono stati salvati a Torre Annunziata dagli agenti del Noe (Nucleo operativo ecologico), che li hanno strappati dalle grinfie di trafficanti senza scrupoli. Erano ben centosettantadue: centosettantadue cagnolini appena nati, strappati alle loro madri, a loro volta trattate come delle galline dalle uova d’oro, produttrici di cuccioli da rivendere illegalmente.

Ad oggi, per centotrenta di essi si apre la speranza di una nuova vita, che riscatti la terribile esperienza vissuta e l’infanzia negata. Molti infatti non hanno avuto neppure la possibilità di assaporare la dolcezza del latte materno. Già questo basterebbe a condannare queste azioni, ma purtroppo non è finita qui. Tutti questi esemplari, delle razze più richieste sul mercato (chihuahua, volpini, carlini, spinoni, boxer) erano ammassati in gabbie anguste, in condizioni igieniche a dir poco pessime, su cartoni bagnati o sporchi di fango, invasi dagli escrementi, con poco cibo, e soprattutto senza un’adeguata ventilazione.

Queste condizioni disumane hanno decretato inevitabilmente la condanna per alcuni cuccioli: quaranta per l’esattezza. Il 25 ottobre a via Plinio a Torre Annunziata è stato bloccato il tir che li trasportava dai carabinieri del Noe di Napoli, che hanno impedito che quei cagnolini, ormai disidratati e indeboliti dopo un viaggio di oltre trenta ore in quelle condizioni terribili, destinati a vari negozi di Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Pompei e Gragnano, alimentassero un mercato illegale. I conducenti ora rischiano di essere condannati per maltrattamento.

Un bambino che ha assistito al sequestro ha definito gli agenti dei “supereroi”: e in effetti questo è l’unico termine che possa descrivere a pieno il gesto che è stato da loro compiuto. Hanno permesso a moltissime innocenti creature di poter tornare a respirare, di continuare a vivere, di avere una vita vera. Ma quella parola, semplice eppure significativa, denota il profondo affetto che i bambini provano per questi animali, a differenza di molti adulti.

In seguito all’intervento dei carabinieri, i cuccioli sono stati immediatamente trasportati presso la struttura Dog’s town di Pignataro Maggiore, in provincia di Caserta, dove per circa un mese sono stati curati e tenuti sotto osservazione da un team medico specializzato. Da quel momento in poi ai carabinieri sono pervenute via mail da tutta Italia circa 13.500 richieste di adozione per questi animali così sfortunati. Ha approfittato di questo evento il veterinario Tony Diana per lanciare il suo appello: “Non comprate i cani, non siamo noi che dobbiamo sceglierli, ma sono loro che devono scegliere noi: fatevi una passeggiata in un canile”.

L’origine dei traffici illeciti

L’evento è da imputare all’avvicinarsi delle festività natalizie. Durante questo periodo infatti i traffici illegali di questo genere si intensificano a causa dell’erronea convinzione di molte persone, desiderose di regalare un cane per Natale, di concludere un affare acquistando cuccioli, con presunti vaccini e pedigree già effettuati, a prezzi stracciati. In realtà questi cani si presentano in condizioni sanitarie disastrose: il fatto di non aver ricevuto uno svezzamento adeguato, compromette molto spesso la formazione di un sistema immunitario efficace; inoltre essi vengono trattati con particolari medicinali che hanno lo scopo di ritardare il manifestarsi di eventuali malattie, in modo che si abbia il tempo di venderli prima che muoiano.

Questi traffici illeciti nascono soprattutto nell’Europa dell’est (come ad esempio in Ungheria) a causa dell’inefficacia dei controlli locali. I “mercanti” italiani li acquistano lì a prezzi bassissimi, con falsi certificati sanitari, e li rivendono in Italia a prezzi più elevati.

I traffici illeciti sono di per sé sbagliati, una vera e propria piaga della società; ma il fatto che si fondino sullo scambio di esseri viventi li rende abominevoli. Niente riesce a fermare la sete di denaro di questi uomini senza scrupoli, neppure gli occhi lucidi e dolcissimi di un cagnolino indifeso. Ogni anno sembra che a Natale il crudele re Erode torni a reclamare la sua strage degli innocenti, e faccia tornare la società odierna più di duemila anni indietro nel tempo. Diceva infatti Gandhi: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”.

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