Un addio malinconico, inconsueto per uno come Francesco Totti, sempre pronto a ridere e non abituato a piangere davanti al pubblico. Ieri, il capitano della Roma, dopo aver letto una lettera, si è tolto per l’ultima volta la fascia di capitano e ha stretto forte a sé la moglie e i figli. Monchi dice: “E’ stato l’imperatore del calcio”. E, in effetti, Totti oltre a rappresentare tanto per il calcio, ha rappresentato tanto anche per la sua città, restandovi sempre fedele. Anche il premier del Canada, Justin Trudeau, ha voluto rendere omaggio al capitano giallorosso. Impressionato, tra l’altro, dalla festa che i tifosi hanno riservato a Totti. “Starei qui altri 25 anni” ha scritto Totti nella sua lettera. Il risultato? L’Olimpico in lacrime, compresi i giornalisti. “Sei stato il nostro avversario sportivo più acerrimo ma abbiamo avuto modo di apprezzare la levatura dell’uomo. In bocca al lupo Francesco Totti, da parte della nostra famiglia”, il messaggio lasciato da Giorgio Sandri, papà di Gabriele, il tifoso del Lazio ucciso nel 2007. L’ex tecnico del Leicester Claudio Ranieri, invece, dice: “L’addio di Totti? L’hanno detto tutti tranne che lui.” Il futuro dell’ormai ex-calciatore è dunque ancora incerto, tra battute e richiami all’estero. Certamente il calcio è per lui una passione così forte che non smetterà mai di alimentarla. Per celebrare la sua ultima partita il capitano non ha badato a spese e ha offerto ai suoi compagni giallorossi una raffinata cena al ristorante all’hotel Cavalieri Hilton.

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