Al tramonto del 3 marzo 2017, e precisamente alle 17:57 in punto, ho preso una decisione per molti versi ardua: ho deciso di spegnere il mio smartphone e di non usare più nulla di tecnologico per una settimana intera. Il motivo? Penso che la tecnologia sia diventata molto invadente nella vita quotidiana di noi giovani al punto da non poterne più fare a meno e ho deciso di vivere senza, per dimostrare a me stesso di potercela fare. Quando ho annunciato la decisione presa ai miei amici, mi hanno preso per matto ed un po’ anche deriso, dubitando che riuscissi a farcela. Perché proprio il 3 marzo? Il 3 marzo è stata la giornata del ‘National day of unplugging’ (giornata nazionale senza connessione) che durava dal tramonto proprio di questo giorno fino al tramonto del giorno dopo. Ho quindi deciso di ampliare l’esperimento a una settimana, aggiungendo l’uso di tutte le tecnologie, meccaniche ed elettroniche.

È stata una settimana lunghissima e fantastica, piena di cose nuove. Tra le varie tecnologie che ho abbandonato, però, quella che più mi è mancata è stato lo smartphone, non tanto per il bisogno ‘social’ o di giochi passatempo, ma soprattutto per il non aver potuto ascoltare la musica, che è parte delle mie giornate. Tra le tante novità invece, quella più divertente è stata l’organizzazione delle uscite con gli amici, perché a volte è stato necessario andare materialmente a chiamarli oppure organizzarmi con loro uscendo a piedi fino ai loro palazzi e chiamandoli con il citofono. Il tempo libero invece, l’ho trascorso leggendo libri e giornali oppure facendo lunghe passeggiate per la città. A dire il vero i primi giorni sono stati i più duri. Non sapevo cosa fare, pentendomi a volte di aver effettuato l’esperimento su me stesso. Ma ogni volta che ci pensavo, mi dicevo sempre: “Non è possibile che io non riesca a viverre senza tecnologia”; e tenevo duro. Tra le cose che ho notato, posso affermare che è migliorata molto la qualità del mio sonno e che i miei occhi erano più riposati senza smartphone o tv. Specie di sera a letto, addormentarsi è risultato più facile del solito. Un’altra cosa che ho notato è stata la velocità nello studio. Ho impiegato molto meno tempo a svolgere i miei compiti, perché non mi distraevo in continuazione col telefonino, ottenendo più tempo libero per me stesso.

Ritornare dopo una settimana ad usare la tecnologia è stato molto strano, all’accensione dello smartphone ad esempio ho dovuto diminuire subito la luminosità dello schermo perché mi dava molto fastidio in quanto ormai mi ci ero disabituato. E, sorpresa, ho trovato nelle mie app social ben 1267 messaggi e questo mi ha fatto pensare successivamente a quanto tempo trascorro in compagnia. Mi spiego meglio, calcolando che impiego circa un minuto per leggere e rispondere a 5 messaggi, pur non essendo un tipo molto ‘social’, questi 1267 messaggi mi avrebbero tolto circa 4 ore e mezza della mia vita, solo per leggere e rispondere! Poi se ci aggiungiamo una media di 50 minuti giornalieri passati a leggere news e profili dei social, il totale diventa di 10 ore in una settimana! Ore passate davanti a uno schermo piccolo 6 pollici…

L’esperienza mi ha portato a capire l’importanza dell’uso consapevole del telefonino, perché la tecnologia deve essere un valido aiuto in tante cose e vivere senza sarebbe da stupidi, ma non può essere l’unico modo di passare il proprio tempo.

In conclusione

La tecnologia nella nostra vita rappresenta appena il 10/15% degli oggetti che possediamo, ma questa piccola percentuale costituisce, in termini di tempo, circa il 75% del nostro quotidiano; secondo me, un valore troppo alto.

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