Napoli: tra le città più belle e visitate dai turisti; eppure, secondo una classifica del Sole 24 Ore, è la penultima per qualità di vita.

A Bolzano, a Trento si vive decisamente meglio, mentre è Taranto che quest’anno ha avuto la maglia nera. Questa l’ennesima conferma delle differenze tra Nord e Sud, radicate da secoli nella nostra cultura.


Erri De Luca ribatte: “C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco”. Qualità di vita è poter mangiare cose deliziose ovunque a poco prezzo, è svegliarsi la mattina e riempirsi gli occhi dello spettacolo del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo, è il caffè napoletano, la pizza, la musica per strada, la cortesia e il sorriso quando entri in un negozio. “Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare”, dice ancora De Luca.
Napoli, come tutte le città di questo mondo, ha pregi e difetti. Il problema è che troppo spesso vengono mostrati al pubblico solo i difetti: la camorra, la droga, la disoccupazione e potremmo continuare l’elenco all’infinito. Napoli è fatta, però, anche e soprattutto di cose belle! E’ una città unica. I turisti, quando vengono, rimangono affascinati da architettura, storia, archeologia, monumenti, tradizioni, cibo, clima e da una posizione geografica mozzafiato.
La realtà è che Napoli è spaccata in due. C’è il centro storico degradato con i ‘quartieri spagnoli’ e i rioni Sanità e Forcella, senza dimenticare le periferie, come Scampia, Barra e Ponticelli, dove si “concentrano” gli aspetti negativi della città. E c’è la città bene, quella del rione Chiaia, del Vomero, di Posillipo, dove le persone ‘perbene’ vivono in case eleganti, proprio alle spalle dei quartieri malfamati. C’è da precisare, però, che le persone oneste vivono non solo al Vomero, per fare un esempio, ma anche nei quartieri ‘peggiori’, e sono la maggioranza; una maggioranza, giustamente, stanca della generalizzazione e del “fare di tutta l’erba un fascio”, quando si parla di Napoli e dei napoletani.
“La cosa grave”, dice Andrea Malaguti, giornalista de La Stampa, “è che queste due città non si vogliono incontrare. I ricchi non vogliono mai avere a che fare con i poveri. Ma se va avanti così la pagheremo tutti. La ricchezza sarà attaccata… Napoli è una città straordinaria e ferita e per curare queste ferite la repressione non basta. E nemmeno la prevenzione. Quelle ci sono. Sono le agenzie educative a mancare. E lì può intervenire solo la politica.”
Sappiamo in che città viviamo. I risultati della classifica devono essere per noi solo una spinta a fare del nostro meglio per migliorare la nostra città, perché i turisti continuino a considerarla una delle città più belle del Mondo.

Annamaria Iovene, III A classico

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