Secondo Tullio De Mauro, la parola “bufalo” ha tra i numerosi significati anche quello di indicare una persona “ottusa” o “rozza” poiché, un tempo, i pastori conducevano i bufali al pascolo tirandoli dall’anello che portavano al naso; da qui il significato di “prendere per il naso” che indica gli stolti e i creduloni.

Oggi, se facciamo una ricerca sul web, possiamo notare che molte delle notizie che troviamo sono bufale.  Questo perché ci sono siti che fanno leva sull’ignoranza e l’incompetenza dei giovani (e non solo) d’ oggi che, sempre più distratti, condividono notizie e informazioni false solo perché hanno un titolo attraente, rendendole virali.

Come nasce una bufala?

<< La gente arriva a credere non sulla base di prove, ma in base a quello che trova attraente. >>

Creare una bufala è semplice. Basta solo inventare una notizia che rispecchi ciò che il popolo di internet vuole; ad esempio, se si parla dell’America di Trump, l’uscita di un articolo con il titolo “Pronti a legalizzare la marijuana in America” causerebbe di sicuro l’interesse di molti giovani che, distratti, la crederebbero vera. Coloro che creano queste notizie, molto spesso lo fanno per puro divertimento; altri invece per soldi.

Esistono veri e propri siti specializzati nella diffusione di notizie false e possiamo distinguerli in due categorie: i siti falsi e i siti verosimili.

I siti falsi, come ad esempio lercio.it ed ignoransa.it, sono dei siti creati apposta per far fare qualche risata al lettore creando articoli senza senso. Quindi essi contengono bufale che possono essere definite “accettabili” poiché non danno fastidio a nessuno, in quanto sono inventate di sana pianta.

I siti verosimili, invece, sono siti con nomi simili a testate giornalistiche vere, che diffondono notizie verosimili, ad alto contenuto virale. Il Matto Quotidiano (da “Il Fatto Quotidiano”), Corriere del Corsaro, Corriere della Pera, Il Fatto Quotidaino  sono giusto alcuni di quelle migliaia di siti che diffondono notizie per guadagnare attraverso l’inserimento di pubblicità.

Come mai le bufale diventano virali?

Una bufala per diventare virale deve essere condivisa da migliaia di utenti creduloni. Quindi, se sappiamo quali sono le bufale, possiamo impedirne la diffusione.

Per riconoscere una bufala bisogna innanzitutto controllare la fonte della notizia e il sito sul quale è stata pubblicata. Successivamente si dovrebbe fare una ricerca su internet per controllare se essa è stata riportata da altri giornali. Per conoscere quali siti sono attendibili si può controllare la “Blacklist” di Bufale.net.

In questi ultimi mesi si è discusso molto sulla diffusione delle notizie “bufala” in quanto alcuni sostengono che esse sono state e vengono tuttora utilizzate per screditare o rendere ridicoli personaggi pubblici, in particolare politici. Di questo argomento si dibatte in Italia dalla fine del 2016 in contemporanea con il Referendum Costituzionale e con le ultime elezioni Presidenziali statunitensi; in questi periodi, infatti, c’è stata un’esplosione di notizie “bufala” che fa molto pensare a come queste che sembrano  innocue notizie virali possano determinare gli esiti di eventi molto seri, come le elezioni di un paese.

Fonti:

www.bunkerdebunker.wordpress.com

www.bufale.net/home/the-black-list-la-lista-nera-del-web/

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