paneIl pane, elemento indispensabile, simbolo della fatica e risultato del duro lavoro e del sacrificio dell’uomo. Il pane è il cibo per eccellenza, onnipresente sulle nostre tavole. Il pane è l’elemento chiave del nuovo romanzo di Maurizio de Giovanni, il movente principale dell’omicidio attorno a cui ruota la nuova indagine dei famosi “Bastardi di Pizzofalcone”, nati dalla penna dello scrittore giallista napoletano.

“Pane per i Bastardi di Pizzofalcone” vede la squadra di Giuseppe Lojacono, protagonista principale della serie, impegnata in un caso di omicidio: la morte di un panettiere della bassa Napoli.

Un panettiere che si distacca molto dalla massa e che vede nel suo lavoro un qualcosa che va al di là del mestiere stesso. Per lui quella del panettiere è una nobile missione, tanto da autodefinirsi “Principe dell’Alba”. Un panettiere che in passato ha testimoniato contro la camorra e questo costituisce un elemento chiave della storia. Il caso infatti sarà affidato a due squadre di inquirenti, le quali seguono piste diverse: una, la Squadra Mobile del noto Pm Diego Buffardi, che segue una pista camorristica, l’altra la squadra del commissariato di Pizzofalcone, capitanata dal commissario Luigi Palma e dal Pm Laura Piras, che invece si allontana dall’ipotesi di un omicidio mafioso.

Una squadra particolare, quella di Pizzofalcone, composta da poliziotti “di scarto”, mandati in quel commissariato per rimpiazzare una squadra accusata di aver spacciato droga sequestrata. Il trasferimento, di cui si parla bene nel primo libro, costituisce una sorta di “espiazione dei peccati”, commessi dai sostituti in passato.

Una storia intrecciata, in cui, all’indagine, si alternano vicende personali, questioni amorose e problemi familiari. De Giovanni riesce infatti a mescolare all’indagine principale, altri tipi di indagini come una denuncia di stalking apparentemente inesistente e una questione su probabili omicidi spacciati per suicidi.

A poche settimane dall’inizio dell’omonima fiction su Rai 1, diretta da Carlo Carlei, lo scrittore napoletano compone un’indagine mozzafiato, ricca di suspance, colpi di scena e capovolgimenti della vicenda. La trama scorre abbastanza velocemente in alcuni punti, mentre in altri l’autore si rivela meno conciso e usa molti giri di parole.

Un elemento ricorrente, già presente anche nella serie del commissario Ricciardi, è il vasto uso di metafore. Maurizio de Giovanni in questo romanzo usa il pane come elemento metaforico per eccellenza. Evidente è il paragone dei vari personaggi con ogni tipo di pane, a seconda del loro carattere e degli avvenimenti passati che hanno caratterizzato la loro vita.

L’indagine costituisce l’ennesima opportunità di riscatto della squadra agli occhi della polizia napoletana e dei “giustizieri potenti” della città. I Bastardi dovranno farsi valere sul campo, avvalorare la loro tesi. Solo così potranno dimostrare ancora una volta di non essere soltanto “scarti”.

Dario Gargiulo IIIA classico

 

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