“Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni.” E’ con questa famosissima frase di Francis Scott Fitzgerald che Celeste Napolitano esordisce, nel suo intervento alla cerimonia di assegnazione del premio letterario nazionale INTEGRA. Questo senso di “appartenenza”, come ci spiega il giurato, è strettamente legato al concetto di “integrazione”, parola chiave su cui si fonda tutta l’associazione “Integra”, che si occupa di progetti finalizzati al coinvolgimento della comunità nei percorsi di inclusione sociale di migranti e rifugiati. A spingere quest’associazione a bandire un concorso letterario nazionale è stata proprio la volontà di sensibilizzare le nuove generazioni alla tematica della diversità, soprattutto sul piano culturale. “Si è pensato di lasciare scrivere i ragazzi – come afferma il direttore del centro giustizia minorile Napoli Giuseppe Centomani – per fare in modo che essi vedano la diversità come un punto di partenza e ne facciano una ricchezza per colmare la mancanza e abbattere il pregiudizio.” La cerimonia di premiazione della sezione minori del premio letterario si è tenuta presso la sala convegni del Centro Europeo di Studi di Nisida, un luogo scelto non a caso. La splendida isola, infatti, in quanto sede dell’ istituto penale per minorenni di Napoli, incarna a pieno i concetti di diversità e di integrazione ed è per questo  che i 12 giovani vincitori, vi si sono recati oggi, 25 gennaio, per ricevere il loro premio. Il bando di concorso sanciva la possibilità di cimentarsi in una di tre differenti categorie: poesia,  narrativa breve e lettera. Tra i vincitori della sezione poesia, con il suo scritto “Uno stesso dolore”, Floriana Secondulfo è riuscita ad esprimere con tutta se stessa la raffigurazione del dolore conseguente ad una condizione di diversità. Quella, descritta dalla nostra compagna, non è però una diversità che separa, ma che, al contrario, riesce a scorgere l’uguaglianza nei sentimenti, universali e comuni a tutti gli uomini.  Particolarmente affascinato dalla poesia di Floriana, unico elaborato letto durante la cerimonia, rimane un altro giurato, Giuseppe Ferraro, docente dell’università Federico II, che tiene corsi di filosofia in carcere. “L’uguale è diverso” afferma il professore. “L’uguale e diverso è l’io, ognuno è io, ugualmente ad un altro e diversamente da un altro”, rimarcando la tematica portante di tutto il premio letterario. Per la categoria “narrativa breve” tra i vincitori, con “L’ultima meta”, Vincenzo Pinto che nel suo racconto definisce gli atteggiamenti di delinquenza “un’incapacità di scorgere valide alternative alla prepotenza”.  “L’intensità espressiva di un racconto lungamente sviluppato su significati di notevole spessore come il valore educativo dello sport, l’ostilità e i pregiudizi che nascono dal confronto in situazioni diversificate” ha spinto la giuria a selezionare l’elaborato del nostro compagno.  Al di là del premio materiale (un computer e una targa in ricordo della cerimonia), la vera vittoria per gli alunni è stata la soddisfazione di aver preso parte ad un concorso promosso da un’associazione impegnata nel sociale e di aver contribuito alla sensibilizzazione di tematiche così attuali quali l’integrazione e la diversità.

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