“La fuga dal latino è dovuta a un’idea sbagliata della modernità”. Così Luciano Canfora, filologo classico e storico della letteratura greca, affermava in un’intervista a “La Repubblica” a proposito del calo di iscrizioni al liceo classico. Secondo Canfora, questo calo va valutato negativamente, non solo perché studiare il latino aiuta ad apprendere le lingue neo-latine, ma anche perché è un errore pensare che la cultura classica non faccia parte di quella moderna. Intanto un professore di Latino e Greco del liceo classico «Gulli e Pennisi» di Acireale, Rocco Schembra, ha ideato la “Notte nazionale del liceo classico”, per evitare che il proprio liceo muoia lentamente. Non avrebbe certamente mai immaginato che alla sua terza edizione fossero coinvolti 388 licei d’Italia, tra cui il nostro “Pitagora – Benedetto Croce” che ha esteso l’iniziativa anche agli altri indirizzi dell’istituto. La serata ha avuto inizio alle 18:00. Dopo una breve presentazione del dirigente scolastico e un minuto di silenzio in memoria di Tullio De Mauro, noto linguista e nostro concittadino recentemente scomparso, in simultanea con gli altri licei italiani, i ragazzi del liceo classico hanno presentato, in aula magna, il primo stasimo dell’Antigone sofoclea, accompagnando la lettura con un loro video. Sempre in aula magna si è esibita successivamente l’orchestra dei ragazzi del liceo musicale; quindi si è svolto un dibattito nella tavola rotonda sull’utilità della cultura umanistica. Sono intervenuti il giornalista Massimo Corcione, il notaio Gea Arcella, la scrittrice Maria Elefante, i professori dell’Università di Napoli “Federico II” Francesco Saverio Marulo e  Salvatore Prisco, nipote del grande scrittore Michele Prisco. Al termine del dibattito si sono avviate numerose attività in aula di studenti e docenti, dalle 20.15 alle 23.30. Ci sono stati incontri con scrittori, dibattiti filosofici, l’illustrazione del “Progetto Oplontis” nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro, laboratori di matematica e di scienze, proiezioni di film in lingua inglese, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza, video, illustrazioni di ricerche sulla lingua greca e su quella latina. Un gran numero di persone, soprattutto ragazzi ma anche genitori, giornalisti, cittadini, ha popolato fino a tarda notte la scuola.

La serata si è conclusa intorno alle 24:00 con una lettura, in simultanea nazionale, a cura dell’indirizzo classico dell’istituto, del “Lamento di Danae” di Simonide di Ceo, dal greco e nella traduzione di Salvatore Quasimodo, con un video a commento preparato dagli studenti. La “Notte nazionale del Liceo classico” si è dimostrata un’iniziativa molto valida: ci ha ricordato il valore inestimabile della cultura classica e di tutta la scuola, cardine sul quale fondare una società migliore.

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