Ecocompatibilità, zero spreco, più riciclo. Sono questi gli ingredienti indispensabili per la realizzazione di un mondo più pulito e sostenibile. Ingredienti che hanno caratterizzato l’incontro che si è tenuto lo scorso venerdì 30 settembre nell’aula magna tra gli studenti delle terze del nostro liceo e il professor Paul Connett.

Laureato alla Cambridge University, è stato professore della St. Lawrence University, nello stato di New York, dal 1983 fino al 2006. Da sempre, ha mostrato la sua opposizione all’incenerimento finalizzato alla soluzione del problema dei rifiuti urbani, spiegando i vari problemi che ne derivano, tra cui la dibattuta questione della diossina.

Durante l’incontro, organizzato nell’ambito del Progetto Alternanza Scuola-Lavoro, si è discusso principalmente della strategia di gestione dei rifiuti denominata “Rifiuti Zero”, in inglese Zero Waste, il cui maggior teorizzatore è proprio il professor Connett.

Si tratta di una strategia che punta in alto, che cerca di riprogettare la vita ciclica di alcuni rifiuti, appartenenti alla cosiddetta “frazione residua”, al fine di poterli riutilizzare, riducendo così lo spreco e la produzione di questi ed evitando di far ricorso ad “armi” molto pericolose per la nostra salute, come le discariche e gli inceneritori, per poterli smaltire. Lo scopo quindi è quello di ridurre il più possibile la produzione di rifiuti non recuperabili e non riciclabili fino a portarla a zero.

Il progetto di Connett ha coinvolto moltissime città italiane, europee ed extraeuropee, arrivando addirittura a toccare metropoli importanti e famose, come la grande città californiana di San Francisco, oppure cittadine più piccole, come Nova Scotia, in Canada e il paesino basco di Hernani, a nord della Spagna. La raccolta è molto simile a quella che si svolge in gran parte dei paesi dello Stivale, denominata per l’appunto raccolta “porta a porta”.

Come già detto precedentemente, il progetto ha coinvolto anche alcune città dell’Italia, la prima delle quali è la città di Capannori, in provincia di Lucca. A inizio 2016 sono ben 222 le città italiane coinvolte. Tra queste ne spiccano alcune che occupano proprio la zona vesuviana, come Portici, Boscoreale e Boscotrecase.

In conclusione, l’obiettivo di questa strategia di gestione è quello di differenziare il più possibile tutti i rifiuti, cercare di creare un vero e proprio ciclo che parte dal raccogliere rifiuti riciclabili e usarli come una materia prima seconda. Prevale pertanto l’idea che “in natura nulla si crea e nulla si distrugge”, ma tutto fa parte appunto di un ciclo. Da cittadini, il nostro compito è quello minimizzare il più possibile la produzione di rifiuti non recuperabili, fare di tutto per salvare un pianeta che sembra andare ogni giorno verso la distruzione.

“La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge se stessa” diceva Franklin D. Roosevelt al popolo americano durante la Seconda guerra Mondiale. Abbiamo “armi” potenti tra le mani che possono davvero fermare, con l’impegno di tutti, in primis dei cittadini, questo problema che ormai affligge da quasi un secolo questo nostro mondo.

 

Dario Gargiulo III A classico

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