botti di CapodannoMentre il resto del mondo festeggiava la venuta del nuovo anno, un bambino di nove anni di Torre del Greco è stato ricoverato all’ospedale Santobono di Napoli a causa di gravi ferite e ustioni alla mano sinistra causate da un petardo inesploso che il piccolo, ignaro del pericolo, aveva purtroppo raccolto.

Questo è solo uno dei tanti incidenti avvenuti la notte tra il 31 dicembre e il 1 gennaio, dovuti alla mania dei cosiddetti botti di Capodanno, che sembrano essere irrinunciabili. In Italia si sono verificati 184 casi, di cui un quarto (cioè 46) solo in Campania, a cui spetta l’ennesimo triste primato. Ancora una volta, gli episodi più gravi, per la polizia, “devono essere ricondotti all’uso sconsiderato di prodotti pirotecnici illegali”.

Dall’analisi dei dati si possono individuare sia note positive che negative; il numero dei feriti è infatti in diminuzione (sei in meno dell’anno scorso) e inoltre per il quarto anno consecutivo non si è verificato nessun caso di decesso. Tuttavia si è registrato un aumento dei casi che coinvolgono i minorenni (ben dieci in più rispetto all’anno passato). I ragazzi tra gli 11 e i 14 anni sono infatti i più colpiti dalle esplosioni, con danni soprattutto alle mani e agli occhi.

Questi sono gli effetti più devastanti di una notte di festa che troppo spesso si trasforma in tragedia. Senza contare i numerosissimi interventi dei vigili del fuoco, volti principalmente ad arginare gli incendi causati da cassonetti in fiamme. Questa volta la Campania si aggiudica il secondo posto, con 40 casi, contro gli addirittura 110 del Lazio. Tutto ciò nonostante i messaggi lanciati dal comune di Napoli, volti a sensibilizzare l’opinione pubblica contro l’uso sconsiderato dei fuochi d’artificio, come «A Capodanno festeggia col buon senso!» o «A Capodanno non utilizzare botti illegali, ti rovinano la festa» (fonte: http://www.comune.napoli.it ). Numerose altre misure di precauzione sono state prese in tutta Italia per cercare di limitare un fenomeno che sembra inarrestabile.

 Rischi e prevenzione

Molte città hanno deciso di vietare l’utilizzo dei botti di Capodanno; tra queste figurano Genova, Bologna e Foggia. Ma il grosso del lavoro è compiuto sempre dalle forze dell’ordine, che agiscono in anticipo per sventare la minaccia rappresentata dai botti illegali. Solo la guardia di finanza di Torre Annunziata ne ha sequestrati quasi mille. Molti di questi petardi, dai nomi alquanto bizzarri come “cipolla”, “pallone di Maradona”, “bomba di Osama Bin Laden”, “kamikaze”, possono essere considerati dei veri e propri ordigni, in quanto possono contenere addirittura due o tre chili di esplosivo.

Molti video che girano sul web mostrano gli effetti devastanti che questi botti possono causare sul corpo umano attraverso l’uso di manichini. C’è il rischio di ustioni, si può perdere l’uso delle dita, delle mani, della vista e andare incontro a lesioni più gravi o addirittura alla morte. In alcuni casi il loro uso sconsiderato può causare seri danni agli edifici. Due anni fa crollò la volta di un palazzo poiché una cipolla accesa cadde in una scatola di cipolle, generando uno scoppio devastante.

I botti illegali sono prodotti da fabbriche artigianali e possono essere pericolosi per vari motivi: il bilanciamento dei vari componenti della polvere da sparo può essere errato; se si deposita polvere da sparo, questa può scoppiare anche involontariamente al semplice sfregamento.

I consigli dati ai cittadini dalle forze dell’ordine sono sempre gli stessi: acquistare solo fuochi d’artificio legali contrassegnati da una specifica etichetta presso rivenditori autorizzati (e non su bancarelle improvvisate); tenere lontano i bambini; non indossare abiti in  fibra sintetica, perché potrebbero incendiarsi; non toccare i fuochi inesplosi.

Ma i fuochi d’artificio non sono dannosi solo per l’uomo, anzi, forse lo sono ancora di più per l’ambiente e per gli animali. Nei confronti del primo perché nella notte di San Silvestro la quantità dei veleni diffusa nell’aria è particolarmente nociva. Inoltre alcuni studi dimostrano che la notte di Capodanno si registra un inquinamento dell’aria, con particolare riferimento alle polveri sottili, superiore a quello dell’attività annuale di numerosi inceneritori. Per quanto riguarda gli animali, invece, ogni anno si registrano almeno 5000 vittime. Questo perché il rumore infernale dei botti spinge gli animali, sia selvatici che domestici, a fuggire. Ma poco dopo muoiono a causa del freddo o colpendo un ostacolo, come un’auto, per la scarsa visibilità.

Nonostante tutto quello che si fa e si continua a fare, ogni anno il dio Vulcano esige dei sacrifici in cambio degli spettacoli pirotecnici. Questi sono ormai diventati un simbolo evidente di una delle più forti debolezze dell’uomo: il cieco attaccamento alle tradizioni. Egli è incapace di usare il lume della ragione, che gli permetterebbe di vedere la realtà e di uscire da quella che pare a tutti gli effetti una selva dantesca. Sembra davvero che non si possa fare a meno di questa usanza, la cui mancanza renderebbe questa festa … una vera festa per tutti.

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