Molti sono, al giorno d’oggi, i genitori preoccupati dalla quantità di tempo che i propri figli passano a smanettare tra cellulari e computer e dalle “cattive compagnie” che frequentano. Del resto chi non ha mai avuto sul collo il fiato di mamma e papà? Studi recenti, tuttavia, mostrano che quest’apprensione è più che motivata.

dipendenze

Preoccupanti sono, infatti, i dati forniti dal rapporto Espad, che fornisce elementi sull’utilizzo di sostanze (legali e non) quali alcol, tabacco e droghe da parte dei giovani tra i 15 e i 19 anni. I ricercatori del Cnr di Pisa hanno dichiarato che ormai il 17 per cento dei minorenni mostra segnali di comportamenti a rischio nel “luna park” delle dipendenze. La metafora che utilizzano gli studiosi è quella del paese dei balocchi: sono in molti a farci visita, e la maggior parte si rende conto dell’errore troppo tardi. Secondo i dati raccolti dai questionari anonimi del Cnr, distribuiti in 480 istituti superiori della penisola, uno studente su quattro fuma sigarette, eroina e cocaina sono tornate nuovamente in voga (l’0,8 per cento dei liceali ne fa uso più di 10 volte l’anno), 112 mila ragazzi consumano frequentemente alcol – dalla birra ai liquori e ai superalcolici – ubriacandosi più di venti volte l’anno. Rappresentano una novità i cosiddetti “alchimisti fai da te” che mescolano bevande energetiche con alcolici e sostanze chimiche senza alcun criterio, e che purtroppo sembrano andare molto di moda. Le conseguenze sono rischiose e tra le più disparate: dipendono dal tipo di sostanze utilizzate, e in alcuni casi possono portare addirittura alla morte.

Ma oltre alla già immensa varietà di delle droghe “materiali” che da sempre minacciano i giovani, recentemente alla lista si è aggiunta una nuova insidia. Infatti anche il web, molto spesso sottovalutato, può causare dipendenze più o meno gravi, a seconda dell’uso che se ne fa ma soprattutto della quantità di tempo impiegata a navigare in rete. Il 13 per cento dei ragazzi trascorre cinque o più ore di fila tra computer e cellulare, e il 23 per cento passa almeno tre ore al giorno sui social network.

L’unica nota positiva è rappresentata dal calo del gioco d’azzardo: i dati mostrano che il numero di ragazzi che se ne interessano è diminuito rispetto agli ultimi anni, ma restano comunque numerosi i giovani che spendono cifre considerevoli tra gratta-e-vinci e scommesse sportive.

Caterina de Martino III A classico

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