Il 30 aprile, il  TG itinerante di Tgr  Campania, condotto dal giornalista Rino Genovese, ci ha guidato alla scoperta di Torre Annunziata, la capitale dell’arte bianca che aveva in passato più di centodieci pastifici.

Tradizione gastronomica, mare e soprattutto tanta storia. E’qui,  infatti, che si trova la splendida  villa della seconda moglie dell’imperatore Nerone, Poppea  Sabina.

L’edificio fu costruito intorno alla metà del I secolo a.C. ed era dotato di  ampi giardini,di un quartiere termale e di  ambienti produttivi; tra questi quello adibito  alla lavorazione dell’uva  per la produzione del vino. Dal 1964 sono iniziati gli scavi, dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1997.

L’eruzione del Vesuvio del 79 distrusse tutto, dando inizio ad un periodo oscuro di circa un millennio.

Una donazione di   quattro moggi di terra a dei fedeli da parte di Carlo d’Angiò:era il 19 settembre del 1319 quando questa città vide nuovamente  la luce . Il primo nucleo cittadino si sviluppò intorno alla chiesa dell’Annunziata dove gli Angioini avevano fatto costruire la prima torre di difesa, chiamata proprio  Torre dell’Annunciata.

Città, questa, che vanta anche di essere stata la sede scelta dagli Spagnoli per la Real Polveriera. Nel Museo storico dello Spolettificio è possibile ammirare ancora oggi alcuni fucili rari.

La storia di Torre Annunziata, però, è legata anche al mare. Nel Quattordicesimo secolo (forse nel 1354), era un 5 Agosto, alcuni pescatori  nelle acque presso lo scoglio di Rovigliano trovarono una cassa impigliata nelle reti e, dopo averla aperta, videro un busto di terracotta rappresentante  una Madonna dalla pelle scura che tiene  in braccio il Cristo bambino. Gli stabiesi se ne  impadronirono ma un  giorno la Madonna fu ritrovata coperta di neve all’esterno della cappella dell’Annunziata, un segno interpretato dagli oplontini quale volontà della stessa di stare a Torre Annunziata. Annualmente i torresi si riuniscono il cinque di agosto per rievocare il ritrovamento dell’immagine e il ventidue di ottobre per ringraziare la Santa Patrona per aver fermato la lava del Vesuvio durante un’eruzione del XIX secolo.

 

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