IMG_8294Sabato 16 aprile le classi III B classico e III E scientifico del Liceo “Pitagora-Croce” si sono recate a Napoli per conoscere la Napoli angioina e aragonese. Il trono del Regno di Napoli, infatti, nel medioevo e nell’età moderna vide il succedersi di numerose monarchie straniere per il fatto di occupare una posizione strategica al centro del Mediterraneo. Sotto la dinastia angioina (dal 1282 al 1445), Sotto quella aragonese (dal 1442 al 1458) e sotto il governo di un ramo cadetto della casa d’Aragona (dal 1458 al 1501) il Regno conobbe una grande fioritura intellettuale, economica e sociale. L’itinerario della visita è iniziato con la visita della chiesa di Sant’Eligio Maggiore, edificata in epoca angioina e ubicata a ridosso della zona del mercato. L’interno è indubbiamente elegante e austero, aspetti tipici dell’architettura gotica francese. Il campanile si innalza su due piani ed è collegato con un edificio contiguo. La tappa successiva è stata la chiesa di San Domenico Maggiore, voluta da Carlo II d’Angiò e divenuta successivamente la chiesa della nobiltà aragonese. Eretta secondo i canoni gotici, ha un soffitto che presenta alcuni rifacimenti barocchi. Di stile gotico è anche la chiesa di San Pietro a Majella, adiacente al Conservatorio musicale. È forse la più importante chiesa della città, un capolavoro artistico in quanto si sovrappongono numerosi stili dal gotico trecentesco al neogotico ottocentesco. In puro stile gotico, invece, è la basilica di Santa Chiara, alla quale è collegato un famoso monastero che comprende quattro chiostri monumentali e gli scavi archeologici di un antico stabilimento termale. Il Castel Nuovo, meglio conosciuto come Maschio Angioino, è uno dei simboli della città di Napoli, voluto da Carlo I D’Angiò fu poi dimora di molti sovrani aragonesi e con Alfonso d’Aragona divenne una delle corti più belle d’Italia, tale da competere con quella di Lorenzo il Magnifico a Firenze. Con una passeggiata a Via Caracciolo, la lunga “promenade”, che costituisce il lungomare della città, è terminata la visita a Napoli, una città con così tante bellezze che potrebbe vivere di solo turismo. A volte, però, pare che i suoi cittadini non sappiano sfruttare pienamente queste potenzialità quando si vedono strade sporche e traffico caotico. Speriamo che in futuro le cose cambino. “Adda passà ‘a nuttata”, recitava Eduardo De Filippo in “Napoli Milionaria”; speriamo che questa “nuttata” passi il prima possibile e Napoli possa rivivere il suo antico splendore.

Annaclaudia Marino & Vincenzo Pinto III B classico

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