bambolaCasa di bambola è una pungente rappresentazione della condizione femminile e dei ruoli che ricoprono la donna e l’uomo nel matrimonio durante il XIX secolo.

I personaggi principali che troviamo sono Nora, la moglie viziata che si ribella alla meschinità dell’ambiente borghese, società a cui non si sente di appartenere; Torvald Helmer il marito di Nora che tratta la moglie come se fosse un animaletto domestico, questo è il motivo che spinge Nora ad abbandonare il marito e i figli per ricercare la propria identità.
Questo gesto suscitò enorme scandalo e accese polemiche al punto che lo stesso Ibsen fu costretto a mutare il finale del dramma, in quanto l’atteggiamento della protagonista sembrava distruggere un valore, da secoli considerato sacro, quale la famiglia.
Fu proprio l’interprete di Nora, infatti,  a rifiutarsi di recitare il ruolo di una madre così inumana.

In realtà la snaturatezza di Nora deriva dal fatto che ella prende coscienza della sua immaturità e del suo essere stata considerata solo ed esclusivamente una “Bambola” sottomessa al volere prima del padre e poi del marito stesso. E dunque nasce in lei il bisogno di avere idee proprie, di maturare e di assumere una dignità pari all’uomo, inaccettabile per la mentalità dell’epoca.

Il suo vivere come una bambola, che l’aveva portata all’annullamento della propria personalità, era, tuttavia,  il trattamento che spettava alle tutte le donne dell’epoca, le quali non si ribellavano alle oppressioni, ma la loro era un’accettazione silenziosa.
Al giorno d’oggi, invece, la situazione delle donne sembra essere del tutto mutata, dopo anni di lotte femministe, le donne sembrano aver raggiunto gli stessi diritti dell’uomo.
Tuttavia molto spesso il rispetto della donna raggiunto in questi anni, si rivela fasullo e solo apparente. Un esempio palese è costituito dalle donne seminude che, nei programmi televisivi, vengono presentate agli uomini, che le guardano, come oggetto di desiderio sessuale . Donne prive di volto, irriconoscibili, a causa delle maschere che sono costrette ad indossare. Donne finte , estremamente plasmate, che impongono alla società canoni di bellezza impossibili che si ripercuotono negativamente sulle adolescenti, disposte, pur di imitarle, a diete drastiche fino ad arrivare all’ anoressia.

Abbiamo forse timore di mostrarci per ciò che siamo realmente a causa del trattamento di inferiorità a cui la donna è sempre stata sottoposta? Manchiamo forse del coraggio di Nora?

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