gallo 1, 22.1.2016Il 22 gennaio 2016 lo scrittore Alessandro Gallo ha incontrato gli studenti del Liceo Pitagora-B.Croce per un dibattito sul suo romanzo “Scimmie”.

Lo scrittore Alessandro Gallo si è presentato agli studenti del nostro Liceo, nell’ambito della rassegna PitagoraLegge, in modo insolito: si è nascosto tra gli spettatori, ha aspettato che l’Aula Magna si riempisse per poi iniziare a parlare. Ogni classe ha preparato un omaggio allo scrittore: alcune dei cartelloni, altre delle presentazioni. La classe terza E, in particolare, ha proposto una rappresentazione teatrale ispirata a un racconto di Alessandro Gallo, “Hotel Nisida”.

Dopo la presentazione dei lavori è iniziato il dibattito: alcuni studenti hanno posto allo scrittore  delle domande e lui ha usato la sua vita come filo conduttore del discorso. Inoltre ha spiegato agli studenti come una “punizione” possa cambiare totalmente la vita di una persona, nel suo caso facendolo diventare un narratore (così si è definito).

Quando ero ragazzo”, ha detto Alessandro Gallo, “tutti quanti mi rispettavano, perché ero il cugino di Nikita, una delle prime donne-killer di Napoli; quindi ho vissuto la mia adolescenza come una persona importante nella società camorristica, ma comunque sono riuscito a fuggire e a cambiare vita”.

Lo scrittore nel suo lungo discorso ha detto più volte che la camorra, più che essere una società organizzata, è “un atteggiamento” che si assume vivendo nei quartieri disagiati di Napoli. Inoltre ha aggiunto che se lui fosse un normale cittadino del Rione Traiano e suo figlio gli chiedesse di spiegargli cos’è la camorra, lui gli direbbe:” Quello che faccio io tu non lo devi fare. Quello che fai tu lo fai solo grazie a me e quello che fai tu lo faccio anch’io”.

Prima di concludere ha detto agli studenti che non bisogna mai credere alle persone che dicono “Non bisogna avere paura della camorra” perché, in realtà, i primi ad averla sono loro.

Il pregio di questo incontro, per quanto breve sia stato, è che ha fatto capire agli studenti che coloro che scrivono contro la camorra sono persone normalissime, magari con un passato travagliato, ma che vogliono condividere con i ragazzi la loro storia. L’autore ha poi spiegato che soprattutto chi scrive contro la camorra ha molta paura di essa e dei suoi mezzi. Personalmente io mi aspettavo di trovarmi di fronte un personaggio diverso, un uomo che dicesse ai ragazzi che “non bisogna avere paura della camorra” e che  “la penna è più forte della pistola”; invece ho trovato una persona sincera e aperta, un ragazzo di Napoli come tutti noi, che ha paura quando un camorrista lo minaccia di morte e che, a differenza di altri, ha la forza di mostrare questo atteggiamento.

Il video dell’intervista all’autore.

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