david-bowie-the-next-day-2013-600x450David Bowie, uno dei più grandi artisti britannici degli ultimi decenni, la cui musica ha cambiato la storia della musica mondiale, si è spento lo scorso 11 gennaio all’età di 69 anni dopo una coraggiosa battaglia con un male che lo attanagliava da un anno e mezzo. Una morte avvolta da un alone di mistero. Ad oggi resta sconosciuto il luogo dove il cantante ha vissuto i suoi ultimi istanti come restano ignote le modalità delle esequie. Tuttavia, una cosa è certa: David Bowie è uscito di scena da vera rockstar e senza clamori, come egli stesso desiderava. Con lui scompare un artista poliedrico che durante la sua carriera ha spaziato dal rock all’electro, componendo tracce musicali capaci di influenzare generazioni di artisti e far sognare, come “Space oddity”. Una morte sopraggiunta troppo presto, appena tre giorni dopo il suo compleanno coinciso con la pubblicazione del suo ultimo album:”Blackstar”; un album le cui tracce, rilette dopo la morte del cantate, sembrano ‘sussurrare’ ciò che sarebbe successo a breve. La morte del “Duca Bianco”, come lo stesso Bowie si definiva, ha riempito per giorni, e continua a riempire, le prime pagine dei giornali dell’intero globo ed ha riportato gli album dell’artista alle prime posizioni delle hit mondiali. Come Spotify riferisce, si è rilevata un’impennata del 22%, ad oggi, dello streaming di canzoni di Bowie. Sul “Duca” si potrebbero scrivere pagine e pagine, ma una cosa è certa: la sua figura è stata icona di innovazione e cambiamento per tutta la seconda metà del secolo scorso. Un artista in grado di sdoganare il concetto di omosessualità in anni in cui il mondo era ancora intento a trattare la disparità tra uomo e donna, capace di influenzare addirittura la moda diventando in breve tempo un modello da imitare. David Bowie non è morto, ma vivrà per sempre. Come una stella non muore mai, così lui continuerà a brillare nel firmamento della musica e ad essere guida per tutti coloro che vorranno essere “Rebel”.

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