imagesFahrenheit 451 è la temperatura a cui la carta prende fuoco. Non a caso, il romanzo di Ray Bradbury è intitolato proprio così e parla di un mondo in cui i libri, considerati inutili e vietati dalla legge, vengono bruciati dagli incendiari, vigili del fuoco che svolgono il loro lavoro al contrario. Infatti non solo danno alle fiamme i libri, ma anche le case dei rivoluzionari che ne posseggono ancora. Guy Montag, il protagonista, è uno di loro e dall’incontro con la sua vicina Clarisse McClellan, una ragazza non influenzata dall’ideologia imposta dal governo, avrà inizio il graduale cambiamento della sua vita. Montag si convince che la soluzione alla sua vita vuota e monotona sia nei libri che sfoglierà e poi nasconderà in casa. Guy, per riappacificarsi con se stesso e per trovare una soluzione alla sua crisi interiore, si rivolge a Faber, un ex professore di inglese, e i due diventeranno amici e addirittura complici. Ma, mentre Montag continua  la sua disperata ribellione, viene denunciato da sua moglie Millied, una donna infelice, costretta a subire “un lavaggio del cervello” continuo dalle TV che ricoprono tutte le pareti di casa; quelle tv i cui personaggi diventano, per lei, la sua famiglia. Montag non potrà fare altro che fuggire e andare dove la speranza di poter cambiare qualcosa è ancora viva nei cuori degli uomini.

Una storia, questa raccontata da Bradbury, degna di essere letta e anche riletta. Scritto nel 1951, questo libro riesce ad essere ancora molto attuale e il lettore si perde nelle sue pagine senza, però, distaccarsi troppo dalla realtà. Infatti, guardandosi intorno, ci si accorge che il mondo immaginato da Bradbury non è poi così distante dal nostro. Un libro può fare la differenza ma, molto frequentemente, lo si dimentica perchè si è distratti dal futile o dalla ricerca dell’utile a tutti i costi.  Cosa sarebbe il nostro mondo senza i libri? La tecnologia, uno strumento così potente, è realmente in grado di sostituirli senza alcun danno? Sta a noi decidere e la lettura di questo romanzo può indurci a compiere la scelta giusta.

Ilaria Betrò 2A classico

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