Due ore e quarantacinque minuti. È stato questo il tempo necessario a Salvatore Cimmino, atleta torrese protagonista dell’iniziativa “A nuoto nei mari del globo”, per percorrere a nuoto i circa venti chilometri che separano Vico Equense da Torre Annunziata. Partito intorno alle dieci, lo sportivo è infatti arrivato poco prima delle tredici sul litorale oplontino, dove è stato accolto con entusiasmo e commozione da più di duemila studenti, dai rispettivi dirigenti scolastici e dalle principali autorità politiche e civili. Particolarmente caloroso è stato il saluto del nostro istituto, che ha dato il benvenuto all’atleta con un vero e proprio “flash-mob” realizzato dagli studenti del liceo sportivo e con una tanto toccante quanto sincera dichiarazione di stima da parti di alcuni rappresentanti del liceo classico.

Quella di sabato è in realtà solo l’ultima di una lunga serie di traversate in solitaria, organizzate a partire del 2006 nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’integrazione sociale e delle pari opportunità per i diversamente abili. Un progetto, questo, che ha visto il cinquantenne torrese toccare le sponde dei cinque continenti, dalla Danimarca agli Stati Uniti passando per il Brasile.

Vero obiettivo di Cimmino, al di là di qualsiasi forma di esibizionismo sportivo, è infatti dimostrare che la disabilità, ancora percepita purtroppo come un serio ostacolo alla piena affermazione sociale, spesso sottrae alla nostra società un patrimonio preziosissimo in termini di risorse umane. La sua personale vicenda, del resto, ne è prova evidente: costretto da un tumore all’amputazione della gamba all’età di appena quattordici anni, Salvatore non solo è riuscito a trovare la forza di superare lo scoraggiamento iniziale, ma ha avuto il coraggio di sfidare ogni possibile pregiudizio e limite divenendo in questo modo esempio vivente di piena integrazione. Ed è probabilmente questo l’insegnamento che possiamo, anzi dobbiamo trarre da una giornata come quella di sabato: mai, in nessun caso, bisogna rinunciare a lottare per raggiungere il proprio obiettivo, per quanto ambizioso esso sia.

Si è detto che allo straordinario successo di Salvatore fanno da contraltare migliaia di sconfitte vissute quotidianamente ad ogni livello della nostra società. Un dato di fatto, questo, che difficilmente si può negare. Come non si possono negare le innumerevoli barriere di ordine architettonico, professionale ed economico con cui i diversamente abili devono ogni giorno scontrarsi. Eppure, se non si guardasse costantemente a modelli eccezionali come lui, difficilmente si riuscirebbe a trovare la forza d’animo di cui la nostra società, la nostra città e la nostra scuola hanno sempre più bisogno per vincere lo scoraggiamento in cui rischiano di arenarsi.

Ed anche per questo, per la sana carica di entusiasmo e passione che le ha regalato, Torre non potrà mai smettere di ringraziare questo “diversamente eroe”.

Francesco Cristiano

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